02/02/2016

Il consiglio comunale di Modena unito per difendere il Lambrusco

Tutelare il Lambrusco, in un momento in cui occorre essere uniti per salvaguardare la tipicità del prodotto delle province di Modena, Reggio e Mantova: così si è espresso il consiglio comunale di Modena, all'unanimità, il 28 gennaio, approvando tre ordini del giorno dedicati alla difficile situazione odierna. 

FI chiede di "sollecitare i deputati europei eletti dal Collegio in cui rientra il territorio modenese, così come il Governo nazionale, a intraprendere ogni azione utile a tutelare la tipicità locale salvaguardando la territorialità produttiva originaria del vino lambrusco”. 

Il M5s chiede di “impedire che venga stravolto l'attuale quadro normativo e di evitare che si realizzi una indiscriminata liberalizzazione dell'utilizzo della menzione di un vitigno fino ad ora regolamentato”. Occorre individuare “una opportuna correzione legislativa che dia piena, effettiva e definitiva tutela al carattere locale e alla peculiarità del vitigno Lambrusco e delle produzioni vinicole DOP e IGP che da esso prendono il nome, rafforzandone il vincolo reciproco e con il territorio di cui sono originarie, e scongiurando il rischio di un pronunciamento giudiziale che li privi dell’adeguata protezione”.

Il PD chiede al Comune di “cooperare con le altre Istituzioni territoriali e nazionali, con i parlamentari europei, con le organizzazioni consortili, economiche, sindacali al fine di contrastare efficacemente la proposta di nuova regolamentazione UE sulla denominazione dei vini”. Si invita l'amministrazione ad “adoperarsi, nel caso l’UE persista nell'intento di una modifica normativa, affinché questa vada nel senso di una piena, effettiva e definitiva tutela della originalità ed esclusività di associazione della filiera viti-vinicola del lambrusco DOP e IGP con i territori storicamente vocati alla sua produzione”. Ai parlamentari europei e nazionali modenesi si chiede “di affiancare la Regione Emilia-Romagna, la Provincia, il Comune di Modena e gli altri che si sono espressi nella stessa maniera nel contrasto alla liberalizzazione indiscriminata proposta dalla UE”, per evitare “la potenziale proliferazione di etichette a livello comunitario con conseguente danno alla tutela del consumatore rispetto alla chiarezza di informazioni sui prodotti e le filiere produttive”.

consiglio modena