10/01/2017

Lambrusco perla di Modena

Secondo Weinwelten, il sito sul mondo dei vini creato dal giornalista Steffen Maus e dal fotografo Markus Bassler, sono tanti i motivi per cui innamorarsi di Modena. A partire dal suo lambrusco.

A un occhio inesperto Modena nasconde le sue bellezze, chi la sfiora di passaggio o arriva per la prima volta incontra come prima cosa l’ampia zona industriale che la circonda. Entrando nel centro storico e guardando i suoi antichi edifici, però, è possibile scoprire il solido rispetto che i modenesi nutrono per la propria tradizione e cultura.

È dai tempi del Ducato Estense di Modena e Reggio che le aziende private creano prodotti noti per la loro alta qualità. Ecco perché oggi sono presenti molti Consorzi, tra cui quello del lambrusco che si suddivide in Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi e Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena. Il compito di questi due organi è quello di controllare la qualità del prodotto e la commercializzazione del lambrusco in Italia e all’estero. Tutto questo sotto lo sguardo vigile e attento di Ermi Bagni che, da 35 anni, dirige il lavoro con grande zelo ed entusiasmo.

Il termine Lambrusco di Modena, che fin dal XIX secolo veniva impiegato per indicare vini e spumanti della zona, non è sempre stato di uso quotidiano. Solo pochi anni fa, con il riconoscimento della DOP, il lambrusco ha riottenuto l’attenzione degna di un prodotto storico che oggi è uno dei quattro DOP della provincia di Modena.

Ma i motivi per cui innamorarsi di Modena non finiscono qui: c’è anche il territorio, dalla pianura rurale del Sorbara alla zona collinare del Grasparossa, c’è il cibo e ci sono le case automobilistiche Ferrari e Maserati. Infine c’è la musica classica del grande Luciano Pavarotti che si contrappone alla vita rock’n’roll di Ermi Bagni, punta del lambrusco.

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