21/12/2016

L’Italia è la gastronomia del domani

Il futuro del Made in Italy è nelle mani degli artigiani che raccolgono sementi e che producono formaggi e salumi d’eccellenza. La sfida è rendere memorabile la tradizione.

Dopo gli chef star è il momento degli artigiani del gusto, ovvero di coloro che sono in grado di realizzare prodotti unici al mondo come l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Questo è il pensiero di Daniele Rampello, docente al Politecnico di Milano e ideatore del Padiglione Zero a Expo Milano 2015, intervenuto a Modena in occasione di Gusti.A.Mo16.

Con lui anche l’antropologo Marino Niola, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che crede in un Italia gastronomia del domani perché sostenibile. Diventa quindi necessario costruire una nuova idea del Made in Italy facendo tesoro degli artigiani e delle tradizioni. Per farlo, aggiunge Mauro Rosati direttore di Qualivita, imprese e Consorzi devono continuare a investire su quello che rappresenta il territorio. Non solo, le tradizioni vanno adattate alle nuove esigenze dei consumatori puntando sempre più sul digitale.

Il Sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, conferma queste prospettive affermando che si stanno raccogliendo i frutti di Expo: tantissimi stranieri visitano il Duomo, l’Acetaia comunale e le aziende produttrici. “Abbiamo messo l’agroalimentare ovunque, dal Festival della Filosofia ad Arti, perché l’agroalimentare è dentro di noi e questo ci offre condizioni per creare futuro”, ha concluso.

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