26/10/2016

Lambrusco doc. Parola d'ordine: comunicare

Il Lambrusco è uno dei più famosi vini italiani nel mondo. Ma è anche immagine caratterizzante di un territorio. Un vino che è fortemente legato al terreno caratteristico dell’Emilia, alle condizioni climatiche, alla tradizione gastronomica famosa e apprezzata in tutto il mondo.

La valorizzazione e la difesa di questo prodotto sono sostenute da sempre e con grande impegno dal Consorzio Marchio Storico Lambruschi Modenesi, che mira a far convergere in un unico progetto marketing territoriale, aziende e cooperative che condividono ideali ed etica relativamente alla produttività.

Oggi, il comparto delle cantine consorziate produce circa 35 milioni di bottiglie di lambrusco l'anno. Una crescita non solo quantitativa ma soprattutto "qualitativa", come sottolinea il direttore del consorzio Ermi Bagni “oggi il mercato è maturo e ricerca un prodotto diverso, un vino di livello medio alto, a denominazione d’origine controllata, ma con un rapporto qualità-prezzo interessante. Il mercato italiano ormai comprende perfettamente il reale valore del Lambrusco oltre che il suo formidabile potenziale. A questo punto però entra in ballo una nuova questione che riguarda soprattutto il mercato estero dove abbiamo una grandissima visibilità, ma anche ampi margini di miglioramento dal punto di vista comunicativo.”

“Comunicare” è infatti oggi la parola d’ordine, soprattutto per quanto riguarda i mercati esteri che hanno bisogno di conoscere e di capire l’unicità di questo vino, scoprirne gli aspetti qualitativi e apprezzarne lo strettissimo rapporto con il territorio produttivo.

Ed è per questo che il Lambrusco Doc punta oggi ad un riposizionamento commerciale.

In questo senso prosegue Ermi Bagni “Il Lambrusco è il vino italiano più esportato al mondo. Abbiamo storici mercati europei, conferme internazionali come Stati Uniti, Canada e Sud America e nuove frontiere come l’Estremo Oriente e la Russia. La carta vincente per rimanere sul mercato con numeri importanti e migliorare il nostro posizionamento è l’innovazione continua dei vigneti e delle tecnologie per mantenere l’altissimo standard qualitativo che ci contraddistingue. L’altro aspetto su cui puntiamo con decisione è l’approccio salutistico e ambientale, elementi importantissimi e sempre più ricercati dai grandi mercati internazionali e dai consumatori. Per questo motivo il nostro consorzio ha lanciato il progetto per una viticoltura sostenibile e a residuo zero. Attenta non solo all’utilizzo di precisi mezzi tecnici ma anche all’impiego corretto delle risorse naturali. Da questo punto di vista la regione Emilia Romagna è già molto avanti ma il nostro intento è di coinvolgere direttamente tutte le nostre aziende, le cantine cooperative e i privati per arrivare a una certificazione unica che attesti in maniera chiara e definitiva l’attenzione all’ambiente e la salubrità del nostro Lambrusco”.

Lambrusco di Modena Villa Bonaga